Venezia Roma

Venezia-Roma 3-2, disordine e fatica.

Una squadra incompleta, disordinata, tremendamente sfortunata. La Roma esce da questo tour-de-force con le ossa rotte. Mourinho e i suoi raccolgono solo 4 dei 15 punti in palio da Juventus-Roma a Venezia-Roma. Nel mezzo una serie di prestazioni non sufficienti. Partite deludenti e spesso, anzi sempre, accompagnate da grossolani errori arbitrali che hanno decisamente contribuito ad affossare Pellegrini e compagni.

Al Penzo di Venezia la Roma va subito sotto, sugli sviluppi di un calcio da fermo. Il gol di Caldara mette in evidenza tutta l’inadeguatezza di una fase difensiva che troppo spesso si affida solo ed esclusivamente agli interventi dei singoli e non ad una vera e propria organizzazione collettiva. Il terzo gol ne è la non richiesta conferma. Okereke buca in velocità un trio difensivo troppo spesso disallineato, lasciando poi di sasso Rui Patricio con una riuscitissima finta di corpo. Nel mezzo il gol di Shomurodov, che ha la meglio in un rimpallo propiziato da Abraham e Pellegrini. L’uzbeko si è reso protagonista di un buon primo tempo, recuperando svariati palloni nella trequarti offensiva e soprattutto sfiorando il gol in almeno un’altra occasione. Nel secondo tempo però si eclissa, così come il suo compagno di reparto. Anche Abraham è infatti protagonista di un primo tempo all’insegna della cattiveria agonistica, portando anche in vantaggio i giallorossi al minuto 47, con un controllo, protezione e tiro degno della qualità del centravanti inglese. Poi nel secondo tempo sparisce.

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La Roma torna in campo convinta e va vicina al gol dell’1-3 in più di un’occasione. A negare il gol ai giallorossi la scarsa vena dei cross di Karsdorp, oggi disastroso in ogni scelta in fase di rifinitura, e la mancanza di cinismo di un pur esplosivo El Shaarawy, che si fa parare un rigore in movimento da Romero. Come un fulmine a ciel sereno arriva poi il rigore assegnato al Venezia da Aureliano. La moviola condanna l’arbitro della sezione di Bologna. Il contatto tra Cristante e Caldara è preceduto da un evidente fallo di Kiyine, che sbilancia Ibañez. Il fallo dell’attaccante del Venezia ricorda amaramente il fallo che impedì a Pellegrini di giocare il derby causa ammonizione. Da quel momento i capitolini si smarriscono progressivamente. Le occasioni costruite da quel momento in poi sembrano casuali, nate da giocate individuali e quasi mai realmente pericolose. Poi il triplice fischio.

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Ora la sosta, sperando che dentro Trigoria serva a riordinare le idee, a capire quali debbano essere le priorità per Mourinho e per i calciatori. In questo senso, il cambio di modulo apportato oggi potrebbe costituire una base su cui ripartire, almeno per quanto riguarda la costruzione offensiva. La fantasia di Pellegrini al servizio delle due punte sembra un’idea molto interessante. A dover essere rivista è la difesa. Il timore è che il problema, purtroppo difficilmente risolvibile, sia la qualità di una parte della rosa, inadeguata rispetto ad una proprietà con un progetto serio, ad un allenatore con una storia e una mentalità vincente e ad una tifoseria che continua a non far mancare mai il proprio apporto, fino al circolo polare artico. Oggi il settore ospiti del Penzo ha esposto uno striscione che recitava: “A.S. Roma siamo con te”. Ora è tempo che anche la Roma faccia la sua parte.

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Nato a Roma, curioso da una vita. Il calcio fa parte di me, le mie priorità sono imparare e approfondire.

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