SuperChampions 2024. E la Roma?

Se ne parla da ormai qualche anno, le squadre più importanti, più vincenti e che hanno maggiore seguito a livello mondiale, sono pronte a lanciarsi in una nuova avventura. Più ricca, d’élite, che chiude la porta alla meritocrazia e a quel calcio romantico che si presupponeva dovesse al contrario aprirsi alle realtà “minori”. Prepariamoci alla nascita della NBA del calcio.

La Champions League è pronta a rinnovarsi.

Abbiamo vissuto anni dove il FFP ha dominato la scena senza però riuscire di fatto a dare regole certe, consentendo a molte squadre di aggirare vincoli e paletti in modo semplice. Sono bastati stratagemmi non presi in considerazione e qualche società “amica” per rimanere puliti, aizzando proteste vibranti di sportivi ed appassionati che si sono spente al primo rotolare del pallone e ad un nuovo tema di discussione, per esempio il VAR.

Come funzionerà questa nuova competizione? Sembrerebbe tutto molto semplice. Champions League ed Europa League oggi accolgono un totale di 80 squadre, l’introduzione di una terza competizione farebbe salire il totale a 96. Con 32 squadre per torneo si creerebbero le condizioni per una sorta di serie A, Serie B e Serie C Europea.

Per dare ancor più rilievo alle competizioni, i match europei dovrebbero giocarsi nel weekend, spostando le partite di Campionato al mercoledì e provocando un inevitabile processo di impoverimento. A frenare l’avanzata della proposta, al momento, è la Premier League che, tra i campionati più importanti, ha un seguito che neanche la Champions può permettersi, sia allo stadio che in TV, anche quando in campo scende il Wolverhampton o il Leicester.

La Premier pare stia frenando la rivoluzione dei campionati europei.

Se per alcuni questo autentico tsunami sembra utopia, ecco le parole di Andrea Agnelli in una conferenza stampa di fine Novembre, affiancato dal presidente UEFA Ceferin: “Abbiamo lavorato per sviluppare una terza competizione. La nostra intenzione è quella di cambiare il calendario internazionale delle partite: I calendari vanno armonizzati con i tornei che si giocheranno negli anni pari. Una volta che questo verrà fatto, potremo decidere come sviluppare la competizione.”

Agnelli e Ceferin durante la conferenza stampa del Novembre scorso.

Quasi a sostegno di questo cambiamento sono giunte le parole di Zvonimir Boban,ex calciatore del Milan e attuale vicesegretario della FIFA: “Le norme che impongono il pareggio di bilancio, non possono impedire di fare grossi investimenti. Questo non permette a club come Milan ed Inter di competere. Chi porta soldi nel calcio non può che far bene al sistema“.

Juventus, Inter e Milan sono pronte a sedersi di fianco alle grandi, nonostante le milanesi siano lontane parenti della armate vincenti di un tempo. E la questione UEFA-Milan attualmente in corso? L’esperto Marco Bellinazzo è stato chiaro qualche giorno fa ai microfoni di Sky, la faccenda riguarda l’immediato, il futuro sarà un’altra cosa e prevede parametri di giudizio completamente diversi.

E la Roma? Non si può considerare completamente fuori. I posti disponibili per le italiane sono 4. La partecipazione pressoché costante alla Champions League degli ultimi anni ed un ranking migliorato notevolmente di anno in anno (attualmente i giallorossi sono al 12esimo posto) non bastano. Il parametro di giudizio è infrastrutturale e la Roma in questo è indietro e ad oggi si gioca il posto con il Napoli.

La politica di Pallotta, in vista proprio di questo stravolgimento, pare chiara. Lo Stadio innanzitutto. Senza tornare indietro nel tempo, il presidente Americano si sta impegnando a fondo per sbloccare la questione, nella speranza di vedere qualcosa già nel corso del 2019. Se la Roma riuscirà nel giro di pochi anni ad avere la sua casa la crescita sarà inevitabile e le consentirà di avvicinarsi alla Juventus, lontana oggi anni luce.

Pallotta e Baldissoni. Sono loro a portare avanti il progetto Stadio della Roma.

Un altro aspetto poco evidente ma di sicura rilevanza è l’attività Social che i profili della Roma hanno messo in atto da ormai qualche tempo. Avendo capito che per avere maggiore visibilità c’è bisogno di “Tifosi”, la Roma ha conquistato, strada facendo, la simpatia dei tifosi in tutto il mondo. Come? Innanzitutto creando profili multi-lingua, poi stabilendo simpatiche amicizie con squadre di altri paesi che hanno portato seguaci sempre più interessati alle attività della squadra.

La strada pare essere tracciata e la Roma non si sta facendo trovare impreparata. Davanti ci sono 4 anni per mettersi al pari delle Big, con investimenti importanti ma anche risultati sul campo. A Di Francesco il compito di guidare la squadra verso traguardi importanti, provando soprattutto in Europa a ripetere la magnifica cavalcata dello scorso anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.