Identità e carattere

Nelle ultime tre uscite la Roma sembra aver intrapreso un cammino sempre più in crescendo, tanto che il pareggio contro il Milan (che fino a quel momento aveva sempre vinto in campionato) ha portato con sé spunti molto interessanti da prendere in considerazione. Dopo una sfida che ha visto due squadre di livello sfidarsi colpo su colpo, la scena alla fine se l’è presa l’arbitro Giacomelli a causa degli errori commessi in occasione dei due rigori concessi.

Arbitraggio a parte, la Roma è riuscita a recuperare lo svantaggio in ben tre occasioni senza demordere mai, seppur soffrendo (ricordiamo che di fronte c’era sempre la squadra più in forma del campionato) ma senza paura di andarsi a riprendere la partita. Questo dato però non è nuovo agli uomini di Fonseca: è infatti la terza partita consecutiva che la squadra si ritrova sotto, e fino a qui non dovrebbe esserci niente di positivo, se non fosse che non ne è scaturita alcuna sconfitta , anzi… Roma- Benevento e Young Boys-Roma hanno visto rimontare completamente l’iniziale svantaggio, per poi  riuscire a portarsi a casa l’intera posta in palio.

Con il Milan il gol di Kumbulla ha permesso di agguantare un pareggio importante proprio dopo che il rigore di Ibrahimovic sembrava aver fissato la partita sul risultato finale. Un gol del pari ricercato dalla Roma, che non si è buttata giù e ha mantenuto ancora una volta l’imbattibilità in stagione: ovviamente si parla di imbattibilità sul campo che considera la partita contro l’Hellas Verona come pareggiata.

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Troppe volte ,specialmente negli ultimi anni in campionato, si è criticata la mancanza di carattere per riprendersi le partite, si è sempre parlato di una squadra che ogni qualvolta andava sotto faceva fatica a recuperare il risultato ed usciva nella maggior parte dei casi a mani vuote dal campo. Lo stesso Fonseca aveva riscontrato queste problematiche nel primo periodo del suo arrivo a Roma, nonostante ciò quel trend si è andato a modificare nel tempo e le ultime tre partite ne hanno dato la dimostrazione.

Nonostante alcune difficoltà soprattutto nell’approccio e nei primi minuti delle partite, nei quali la squadra ha pagato a caro prezzo alcune disattenzioni difensive, uno degli aspetti che è saltato di più all’occhio è che la squadra una volta preso gol non è mai caduta in balia dell’avversario, ma ha subito cercato una reazione tramite i suoi uomini leader. Le immagini di Dzeko che esulta dopo il gol di Kumbulla rispecchiano perfettamente la situazione ossia quella di un gruppo che riesce sempre a mantenere la giusta lucidità per creare sin da subito occasioni importanti e raggiungere gli avversari.

Gli uomini chiave e di esperienza sono proprio coloro che cercano sempre la scossa, basta riguardare le ultime tre rimonte: con il Benevento ci hanno pensato Pedro e Dzeko nel giro di pochissimi minuti a rimettere la partita sui binari giusti; contro lo Young Boys l’ingresso dello stesso Dzeko assieme a Mkhitaryan ha cambiato completamente la partita (assist decisive per tutti e due); a San Siro è toccato ancora una volta al bosniaco e alla la furbizia di Pedro accompagnati dall’intraprendenza del giovane Kumbulla, agile nel buttarsi su un pallone vagante in area. Un perfetto mix tra giovani e giocatori di esperienza, già evidenziato più volte durante questo inizio si stagione, e che potrà portare sempre più giovamenti.

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Adesso per la Roma si prospetta un mini-ciclo di quattro partite prima della prossima sosta delle nazionali: si tratta peraltro di tre partite consecutive da affrontare in casa (CSKA Sofia, Fiorentina e Cluj) fino alla trasferta di Genova, anche se con l’attuale situazione Covid legata agli stadi e al pubblico, il fattore casa-trasferta conta relativamente.

Prima però bisognerà pensare a un match alla volta, già a partire dall’incontro europeo contro il CSKA Sofia, squadra sulla carta più debole ma da non sottovalutare (ricordiamo la doppia sfida contro il Wolfsberg dello scorso anno sempre ai gironi di EL, nella quale la Roma raccolse 2 punti su 9 rischiando di compromettere il passaggio del girone).

La squadra sarà chiamata a confermare e proseguire questa striscia di risultati positivi, l’intento è continuare a lottare per gli obiettivi prefissati a inizio stagione in tutte le competizioni. Sarà fondamentale l’unione del gruppo, un aspetto che a questa Roma sembra non mancare, come dice una celebre scritta sui muri di Trigoria: la forza del branco è il lupo, la forza del lupo è il branco.

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Studente e grande tifoso della Roma. Ho iniziato a seguire bene tutte le partite dal 2009, l'ultimo trofeo della Roma risale al 2008. Sono anche uno di quelli che ha esultato su Facebook per l'arrivo di Iturbe e Schick sbeffeggiando gli juventini. L'unica volta che sono stato a Trigoria ho scoperto che i giocatori erano in vacanza. E per finire mi è passato Nainggolan dietro ma non l'ho visto perchè stavo in fila per farmi la foto con Monchi. Alla vita dico: "Cosa t'ho fatto de male?".

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